La Pallacanestro Uboldo è lieta di intervistare Simone Vergani, un nostro atleta da quattro anni, papà del piccolo Edoardo che frequenta il corso di micro-basket e capitano della nostra squadra Uisp Senior.

Come ti sei avvicinato al basket?

A 6 anni era il mio primo anno in cui facevo calcio, un pomeriggio ero in oratorio a Milano, e mi sono trovato una palla da basket tra le mani.

Ho incominciato a palleggiare, e più palleggiavo più mi sentivo a mio agio. Penso di aver capito in quel momento che il basket mi avrebbe regalato delle belle emozioni.

Quali sono le responsabilità principali che senti di avere nel tuo ruolo?

Penso che oltre al ruolo che ricopro, ho anche qualche anno in più rispetto ai miei compagni, so di essere un punto di riferimento per loro, e la prima cosa a cui tengo è dare un buon esempio.

Qual è stata la partita più emozionante o difficile che hai giocato?

Ne ho avute parecchie emozionanti, in cui ho dovuto prendere tiri decisivi per vincere le partite, anche all’ultimo secondo, devo dire però che sono sempre alla ricerca di partite così.

Come motivi la squadra nei momenti difficili?

Da capitano a volte mi é capitato di alzare i toni, ma i miei compagni sanno che sono una persona abbastanza tranquilla e se arrivo a questo é perché vuol dire che bisogna dare una scossa per rimetterci in carreggiata e riprendere in mano la partita.

Come gestisci la pressione durante le partite importanti?

Cerco sempre un po’ di sdrammatizzare, anche solo con una battuta con un avversario, mi aiuta ad essere più a mio agio. Perché io meno penso alla partita e più gioco bene.

Cosa consigli a chi vuole iniziare a giocare a basket?

Consiglio di non vederlo come un obbligo andare a basket, ma come un momento per staccare da tutto il resto e godersi lo sport più bello e divertente del mondo.