Antonio Ceriani, 56 anni e tifoso dell’Olimpia Milano, è da quest’anno un nuovo coach della nostra società, a cui è stato affidato il gruppo Under 12 CSI (annate 2012-13-14), in collaborazione con Marco.
Dopo 30 anni da giocatore alla Polisportiva Airoldi Origgio, Antonio vanta quasi 15 anni di esperienza come Coach, infatti ha iniziato ad allenare nel 2009 a Origgio e successivamente al Basket Arese.

1)Che cosa ti ha spinto ad allenare alla Pallacanestro Uboldo?
“Ho deciso di iniziare a collaborare con la società di Uboldo dopo qualche amichevole chiacchierata con il consigliere Massimo Bettini, che mi ha illustrato un progetto interessante a cui ho aderito con piacere.”

2) Quali sono gli aspetti positivi della società e quali invece gli aspetti da migliorare?
“Ho subito notato le capacità, le competenze e la voglia di tutte le persone che fanno parte della società, e questo è un aspetto fondamentale per la crescita di un’associazione sportiva. Al momento, visto i pochi mesi che sono qui, non ho notato nessun aspetto da migliorare.”

3) Come sta andando la stagione con il tuo gruppo Under 12? Su cosa é necessario migliorare e porre maggior attenzione?
“Abbiamo iniziato un nuovo progetto con questa squadra e devo dire che in pochi mesi ho potuto notare un netto miglioramento atletico, tattico e tecnico dei ragazzi. Inoltre, l’impegno e la presenza costante agli allenamenti contribuiscono a far sì che il gruppo cresca, nonostante sia costituito da ragazzi di tre annate diverse e di conseguenza gli atleti più giovani trovano difficoltà nell’affrontare avversari più dotati fisicamente.
Penso che sia molto positivo e professionale avere la possibilità di collaborare con uno staff completo per la crescita dei ragazzi sotto ogni aspetto.”

4) Cosa farai, cestisticamente parlando, l’anno prossimo come coach? Qual è il tuo sogno più grande?
“Sicuramente per la prossima stagione continuerò a divertirmi con i giovani atleti che intendono praticare, conoscere e amare questo fantastico sport. Mi farebbe molto piacere vedere uno dei miei ragazzi indossare in futuro una maglia di una società blasonata.”